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Riportiamo volentieri ampi stralci di un articolo del già Comandante Generale dell'Arma Generale C.A. Luigi Federici, apparso su Fiamme d'Argento di dicembre 97, del quale approviamo in toto le linee: L'Autonomia dall'Esercito, una naturale aspirazione dei Carabinieri, del Generale Luigi Federici, già Comandante Generale dell'Arma
"La naturale aspirazione dell'Arma dei Carabinieri a distaccarsi dall'Esesrcito non è conseguenza di rapporti conflittuali tra Istituzioni o di smodato desiderio di protagonismo, ma è la logica conseguenza di valutazioni funzionali e operative, oggettive e inconfutabili...
L'Arma per la sua atipicità e la sua identità ha esigenze operative, ordinative, normative e logistiche peculiari che devono essere rappresentate, difese e tutelate da chi le condivide quotidianamente senza mediatori di sorta.....
La seconda ragione è operativa .....; la funzione di Polizia Militare è inequivocabilmente interforze.
Infine sembra contro il buon senso comune mantenere nell'ambito dell'Esercito una componente più grande del suo contenitore.Provvedimento, quello del distacco, che non deve mettere in discussione tre principi
Quali i corollari organizzativi di qeusta modifica ordinativa?quello della militarità, presupposto formativo fondamentale del Carabiniere; quello dell'appartenenenza al Ministero della Difesa, elemento fondamentale di garanzia democratica, assicurata da due Forze di Polizia inquadrate in ministeri diversi; quella della dipendenza funzionale dal Ministero dell'Interno per i problemi di ordine e sicurezza pubblica. Nè ha alcun senso voler legare a tutti i costi questa iniziativa a nuove norme sul coordinamento - problema nettamente a se stante - a meno che non si intenda far digerire all'Arma qualche boccone amaro in cambio."il diritto del Comandante Generale a far parte del Comitato dei Capi di S.M.; una maggiore integrazione dell'Arma nello Stato Maggiore Difesa e nel Ministero della Difesa; una progressiva autonomia nel settore di taluni servizi oggi assicurati da Ufficiali dell'Esercito; la possibilità per un numero limitato di Generali dei Carabinieri di accedere al grado di vertice; l'adeguamento della composizione delle Commissioni d'Avanzamento con la presenza di rappresentanti dell'Arma. Quest'ultimo punto merita un commento: da sempre l'Arma ha servito fedelmente lo Stato legittimo in ogni occasione anche tragica della nostra Storia, senza rimanere condizionato da pressioni politiche di sorta. E' un'Arma che non si piega, nei secoli fedele, usi ad obbedir tacendo e tacendo morir; i suoi motti sono lo specchio del comportamento.
Non si azzardi alcun governo di qualsivoglia colore a voler mettere il bavaglio a questa Istituzione o a volerla piegare ai suoi voleri, ammantato di una presuzione di maggiore "coordinamento" o meno.
Gli stati ex-comunisti hanno già subito per decenni la prepotenza di una polizia asservita al ministero dell'Interno con soli compiti di affossamento della libertà individuale e che ha garantito per anni il potere assoluto del comunismo. Anche se adesso al potere vi sono comunisti e post-comunisti (chiamiamoli con il loro nome), l'Italia ha nell'Arma una garanzia di democrazia e di libertà e tale deve rimanere.