.

Le idee per una vera Difesa Nazionale

    Il Problema

    L'internazionalizzazione del ruolo delle Forze Armate ha messo in luce alcune carenze della preparazione militare italiana. La partecipazione al controllo degli accordi di pace richiede una forza militare adeguata.

    E' finita l'epoca delle garanzie militari esterne, cioè sostanzialmente quella degli Stati Uniti. La presenza americana in Europa è necessaria per garantire l'equilibrio e la pace nel Vecchio Continente, ma non supplisce più alle carenze dei singoli Stati quando sono chiamati a svolgere compiti per il mantenimento o la restaurazione della pace.

    Emerge la necessità di un sistema di sicurezza che preveda la possibilità di interventi di pacificazione. La "liberazione" dalla logica bipolare ha, infatti, aperto una fase di crisi che si prolungherà nel tempo, perchè diretta - anche in Europa - alla sistemazione dello scenario post-bellico.

    Occorre procedere verso una effettiva integrazione militare europea nell'ambito della politica estera e di difesa comune.

    Il bilancio della Difesa è stato sempre squilibrato a favore delle spese per il personale e correnti. Esso deve essere ripensato in funzione dei nuovi possibili compiti che si prospettano per le Forze Armate nell'ambito della diplomazia multilaterale.

    Le Proposte
  1. Le Forze Armate mantengono il loro compito fondamentale di difesa del territorio nazionale e di garanzia della pace e della sicurezza degli italiani.

  2.  

     
     
     
     
     

    Le modalità dell'espletamento di questa missione devono essere ripensate nel quadro della mutata situazione internazionale e nell'ambito del sistema delle alleanze internazionali del Paese, in particolare nella prospettiva della costituzione di uno strumento di difesa europea integrato.

  3. E' essenziale accelerare la professionalizzazione delle Forze Armate, accrescendo la componente volontaria e individuando i compiti probabili cui esse possono dover far fronte soprattutto in funzione delle missioni multilaterali per il mantenimento o il ristabilimento della pace. Restringere progressivamente il servizio obbligatorio di leva.
  4. Impostare un nuovo modello di difesa adeguato alla disponibilità ormai consolidata nel tempo di 22.000 miliardi, ai valori attuali.
  5. La funzione militare deve svolgere un ruolo di addestramento. Così intesa essa può svolgere un ruolo di formazione alla organizzazione del lavoro e all'uso delle tecnologie più avanzate.
  6. L'esigenza di rinnovare e di ammodernare lo strumento militare italiano in termini di armamenti e tecnologie può costituire uno stimolo diretto all'industria dell'alta tecnologia, con ricadute positive sull'economia civile.
  7. Il cosidetto "nuovo modello di difesa" deve essere inquadrato in questi principi e in funzione delle caratteristiche proprie dell'Italia e dei suoi probabili impegni, privilegiando quindi la mobilità e il trasporto (Marina), l'efficacia di intervento (Aeronautica), la presenza operativa sul territorio (corpi dell'Esercito ad alta specializzazione). Non si deve dimenticare in questo quadro la necessità di disporre di servizi di intelligence ad alta professionalità.
  8. Aprire le Forze Armate al servizio femminile per rispondere alle istanze sociali anche nel quadro del diritto alle pari opportunità.
  9. Dare il giusto spazio alle Rappresentanze attraverso una revisione della normativa che le riguarda in modo da esaltare l'importanza della loro funzione di organismi rappresentativi in seno all'istituzione.
  10. Riconoscere il diritto all'obiezione di coscienza nel rispetto della Costituzione, delle esigenze di difesa e della responsabilità dei singoli e delle associazioni che vi operano. Organizzare in modo serio e rigoroso il servizio civile.
  11. In relazione al riconoscimento internazionale che gode la Croce Rossa è necessario il potenziamento del relativo corpo militare, riqualificandolo per poter operare in scenari militari.

  12.  

     
     
     
     
     

    Aspettiamo i vostri commenti