L'Italia dopo la fine della guerra fredda, di Carlo JeanRiportiamo un articolo del Presidente del Centro Alti Studi per la Difesa, interessante per la lucida analisi del futuro geopolitico di Italia ed Europa.
Con la fine della guerra fredda e' cambiato il concetto di sicurezza. E' anche divenuto incerto che cosa sia l'Europa. Durante il confronto Est-Ovest si sapeva che cosa fosse Europa: era l'Europa Occidentale della NATO, della Comunita' Economica Europea, del'EFTA (European Free Trade Area).
Il confine orientale dell'Europa era la "cortina di ferro". Ora non si sa dove collegarlo.Taluni comprendono nell'Europa l'intera Federazione Russa, fino al Pacifico; altri la estendono fino agli Urali o ai confini occidentali della Russia; altri lo fanno terminare al Bug, cioe' ai confini fra Polonia e Bielorussia, comprendendo pero' nell'Europa gli Stati Baltici; alcuni vorrebbero includere nell'Europa le repubbliche transcaucasiche; altri anche la Turchia.
Altre divisioni in Europa potrebbero derivare dall'estensione della NATO o dell'Unione Europea.
Se la NATO si estendesse ai quattro Paesi nell'accordo di Visegrad (Polonia, Cechia, Slovacchia e Ungheria), a cui si aggiungerebbero la Slovenia e prima o poi la Croazia, si determinerebbe una divisione fra l'Europa Centrale e quella Sud-Orientale e balcanica.
Essa corrisponderebbe grosso modo alle frontiere storiche fra gli imperi asburgico e ottomano e fra cattolicesimo e protestantesimo da un lato e ortodossia ed Islam dall'altro.Tale divisione sarebbe estremamente pericolosa anche per gli interessi italiani. Isolerebbe la Turchia, con gravi ripercussioni sulla sua stabilit interna, su quella del Mediterraneo orientale e del Medio Oriente e sui suoi legami con l'Occidente.
Porrebbe l'Italia alla fine di un lungo "buco nero" che dalla Russia, attraverso la Romania, la Bulgaria e la Serbia, raggiungerebbe l'Adriatico nel Montenegro.
Il nostro paese rischierebbe di essere ancor piu' marginalizzato dall'Europa. Cio' si e' gi verificato con l'esclusione dell'Italia dal Gruppo di Contatto per la ex Jugoslavia che composto da Stati Uniti, Germania, Russia Francia e Gran Bretagna costituisce un abbozzo di Direttorio di maggiori potenze in Europa.
Il rischio e' quello di essere emarginati dall'Europa che conta, di essere sospinti nel Mediterraneo e di vedere sottoposta ad ulteriori tensioni l'unit reale, se non anche quella legale, del nostro Paese.L'Italia e' particolarmente esposta a rischi sia a Sud che ad Est. A Sud, il Nord Africa e il Medio Oriente sono aree di instabilit e di crisi, nonostante l'avvio del processo di pace in Medio Oriente, fra Israele, il PLO e la Giordania, che si e' aggiunto a quello gi in atto fra Israele ed Egitto. Ad Est, nei Balcani esiste ancora un pericolo d'estensione del conflitto al Kossovo e alla Macedonia- FJROM (Former Jugoslavia Republic of Macedonia) con possibile coinvolgimento degli stati limitrofi dalla Bulgaria alla Grecia, all'Albania e alla Turchia.
Insomma l'Italia e' circondata da un arco di crisi, non ha le risorse economiche e militari per farvi fronte autonomamente e puo' fronteggiarle solo in un contesto multilaterale, in ambito atlantico ed europeo.La sicurezza italiana ha due dimensioni: una marittima ed una continentale.
Per questo la NATO mantiene tanta importanza per l'Italia.
La presenza americana in Mediterraneo e in Europa Centrale rafforza i legami dell'italia con l'Europa, conferendo unitariet alle due dimensioni. In assenza della NATO si potrebbero determinare tensioni di divergenze fra le due dimensioni della sicurezza italiana.
L'Italia non e' un paese mediterraneo. E' un paese europeo che si trova in Mediterraneo. Non e' un ponte fra l'Europa, il Nord Africa e il Medio Oriente. Al massimo puo' essere una porta dell'Europa verso il Sud, anche se di fatto le correnti principali dei traffici marittimi mediterranei arrivano ai porti del Mar del Nord e penetrano nell'Europa centro-settentrionale, attraverso il canale Reno-Danubio o dai porti dell'Adriatico settentrionale.L'Adriatico non appartiene geopoliticamente al Mediterraneo. E' un mare interno fra l'Italia e il sistema danubiano-balcanico.
E' una frontiera fra l'Italia e i Balcani che dovrebbe consentire di riattivare gli ottimi rapporti che abbiamo sempre avuto con l'intera regione balcanica, che costituisce la naturale via d'accesso per l'Europa Centro-settentrionale.
Per questo il progetto Euroslavia di europeizzazione dei Balcani anche per evitare la balcanizzazione dell'Europa - proposto recentemente sulla Rivista Limes, presenta tanto interesse per l'Italia.Durante la guerra fredda la, posizione geostrategica dell'Italia era determinante per la NATO e per gli Stati Uniti. L'Italia "pagava" il suo gettone di partecipazione all'Alleanza ponendo a disposizione dell'Alleanza una serie di basi.
Ora non e' piu' sufficiente. Deve partecipare piu' attivamente all'Alleanza, per non essere esclusa dai suoi centri decisionali. Insomma l'Italia da consumatrice della sicurezza prodotta da altri, in pratica dai contribuenti e dai soldati americani, deve trasformarsi in produttrice di sicurezza.
Per questo il dibattito sul nuovo modello di difesa assume tanta Importanza. Esso riguarda non solo il futuro delle Forze Armate, ma anche - e innanzitutto - il futuro internazionale dell'Italia. Il dibattito non dovrebbe essere limitato agli esperti. Dovrebbe riguardare tutti gli italiani, come contribuenti ma, sopratutto, come cittadini consapevoli.