L'attività di vigilanza privata in Italia è regolamentata dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, il quale prevede che siano i Prefetti a concedere le relative licenze e ad esercitare, attraverso speciali uffici di polizia, assidui controlli sull'operato delle guardie giurate.
A Milano il settore conta circa 2.000 guardie facenti capo ad alcuni grandi Istituti, ognuno dotato di propria Centrale Operativa.
Queste guardie girano la città in continuazione, a bordo di auto, moto, biciclette ed anche a piedi.
La loro presenza è più massiccia nelle ore notturne, quando cala l'organico delle Forze dell'Ordine in servizio, ma anche durante il giorno il loro numero è considerevole, in special modo di fronte alle sedi di banche, enti, aziende ecc.
Sono in continuo contatto radio con le proprie centrali operative.
Costituiscono dunque una risorsa che può e deve essere utilizzata anche a vantaggio della sicurezza di tutti i cittadini.
Non si parla qui dell'impiego a pagamento di guardie giurate che la futura Giunta potrà decidere per la sorveglianza di parchi, giardini, scuole o altri siti in alternativa all'utilizzo della Polizia municipale, laddove ciò risulti conveniente da un punto di vista economico e organizzativo.
Si parla invece della collaborazione che può e deve essere concordata con le Direzioni degli Istituti di Vigilanza senza oneri per l'Amministrazione comunale e per queste ultime.
Tale collaborazione deve esplicarsi innanzitutto nella creazione di un tavolo di consultazione permanente, nel quale si instauri un dialogo sulle attività di sicurezza svolte da entrambe le parti.
La prima richiesta ufficiale che l'Amministrazione comunale deve avanzare in tale sede è che le Direzioni degli Istituti di Vigilanza diano disposizioni alle guardie affinchè segnalino tempestivamente alla propria centrale operativa ogni movimento sospetto rilevato durante lo svolgimento della propria attività di servizio.
Naturalmente le centrali operative degli Istituti gireranno prontamente la segnalazione a polizia, carabinieri, vigili del fuoco o polizia municipale a seconda della tipologia dell'emergenza.

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