Carta dei Valori di Alleanza Nazionale

"Diritto alla Vita"

AN si impegna a garantire il diritto alla vita sin dal concepimento, a ricondurre gli interventi genetici nel rispetto del diritto naturale, ad aiutare la gestante in difficoltà, a favorire le adozioni, ad accogliere il nascituro, a proteggere il bambino da ogni forma di violenza, a partire dalla pedofilia.
Dopo la sconfitta del comunismo la manipolazione dell'uomo non è scomparsa: ha semplicemente mutato modalità operative. La nuova frontiera del totalitarismo si chiama biotecnocrazia: se ieri l'uomo andava ricreato nei lager e nei gulag, oggi basta la modifica del Dna.
L'integrità della persona è minacciata anche da nemici più conosciuti, primo fra tutti la droga. AN la combatte richiamandosi alla responsabilità personale e impegnandosi per una effettiva solidarietà.
La scelta individuale di autodistruggersi non deve lasciare indifferente lo Stato, che ha il dovere costituzionale di tutelare la salute (art. 32 Cost.), anche al fine di adempiere ai fondamentali doveri personali di solidarietà verso gli altri (art. 2 Cost.).
AN sollecita una campagna di prevenzione, che riveli i pericoli derivanti dall'assunzione di stupefacenti, e ribadisce la propria opposizione a qualsiasi ipotesi di liberalizzazione o di distribuzione controllata.

"Centralità della famiglia"

Alla famiglia, intesa come "società naturale formata sul matrimonio" (art. 29 Cost.), AN ritiene che si debba rivolgere attenzione prioritaria: attraverso la piena attuazione delle norme costituzionali di sostegno per i nuclei numerosi (art. 31 Cost.); di sgravi in proporzione al numero dei figli; del salario commisurato alle esigenze familiari (art. 36 Cost.); dell'equiparazione dell'atività della madre all'interno della famiglia al lavoro extradomestico (art. 37 Cost.); in generale di un adeguamento nel rapporto col fisco.
AN è convinta che il futuro della nazione è strettamente collegato al futuro della famiglia e ritiene essenziale la riflessione sul destino di un popolo che è sempre più di anziani e di figli unici.
Fra i compiti che si deve consentire alla famiglia di svolgere è la protezione dei più deboli: il bambino, il portatore di handicap e l'anziano.
AN si sente impegnata per il riconoscimento ai genitori dell'insostituibile ruolo educativo, e quindi della titolarietà piena e libera in ordine all'istruzione dei figli (art. 30 Cost.), senza discriminazione fra scuola statale e non statale: in ogni scuola va comunque garantita l'obiettività della formazione e dell'istruzione, eliminando faziosità e falsità dai libri di testo, e garantendo la conformità alla tradizione di studi classici che ha reso grande la cultura italiana. Libertà di scelta deve essere consentita anche per la permanenza dell'anziano e del portatore di gravi handicap all'interno della famiglia: la cura e l'affetto dei familiari sono insostituibili, ma pesano sulla vita quotidiana. Le istituzioni debbono perciò impegnarsi nel sostegno sia economico sia di assistenza, con il concorso delle associazioni di volontariato.

"Gruppi intermedi, sussidiarietà e partecipazione"

La famiglia, insostituibile nelle sue funzioni, non è autosufficiente. Essa richiede il raccordo con altre forme di organizzazione sociale che, in quanto "gruppi intermedi", non possono essere trascurati dalla politica.
Siffatte comunità, costituite dai cittadini per la difesa e lo sviluppo dei loro interessi e ideali politici, sociali, economici, culturali e spirituali, sono per AN innanzi tutto le associazioni di categoria, che contribuiscono a vitalizzare la dinamica sociale e rappresentano per i singoli altrettante forme di partecipazione ai vari livelli della vita collettiva.
L'ordine civile, nella concezione politica di AN, si realizza infatti quando alla libertà e all'autorità si affianca il rispetto della volontà popolare, intesa come partecipazione alle scelte. Senza partecipazione dei cittadini alla vita politica e sociale non c'è vera democrazia.
I cittadini devono sempre più poter contribuire alla formazione delle decisioni a ogni livello.
Coerentemente, AN si batte per riformare in senso presidenzialista le istituzioni, per introdurre nell'ordinamento strumenti di democrazia diretta quali i referendum propositivi, per ricondurre i partiti al loro compito di mediazione e di orientamento politico.
Sul terreno economico, AN si impegna a favorire la crescita della partecipazione dei lavoratori nella gestione dell'azienda, fatti salvi il ruolo dell'imprenditore e l'immancabile unità decisionale, e a promuovere l'applicazione dei principi di solidarietà e di sussidiarietà, secondo la massima "tanta libertà quanta è possibile e tanto Stato quanto è necessario", in un'ottica di necessaria flessibilità. In particolare, quanto alla solidarietà, per incentivare l'occupazione occorrerà favorire la diminuzione dei costi fiscali e contributivi del lavoro, la partecipazione parziale dei lavoratori agli utili delle imprese (art. 46 Cost.), la defiscalizzazione degli utili reinvestiti in posti di lavoro. Quanto alla sussidiarietà lo Stato deve restituire alla società gli ambiti della vita culturale ed economica che ha indebitamente occupato, tutelando in modo reale il diritto di proprietà e l'iniziativa economica privata.
L'adeguamento alle regole del mercato si accompagna per AN alla difesa delle professioni intellettuali, la cui prestazione, in quanto incide sui diritti di ciascuno, presuppone garanzie di professionalità e di deontologia derivanti dalla disciplina interna ai rispettivi ordini.

"Lo Stato e la sovranità nazionale"

La comunità nella quale si riassumono gli interessi e gli scopi di tutte le componenti di un popolo è la Nazione, espressione della continuità fra le generazioni. La sua formazione è avvenuta attraverso prove che nel tempo hanno impresso agli italiani la coscienza di una sostanziale unità di destino.
La tradizione storica, la lingua, gli usi, i costumi, il comune sentire religioso, la memoria collettiva sono per AN elementi fondanti della Nazione: tutti concorrono a formare l'identità nazionale. Un popolo senza coscienza nazionale non solo è dimentico del proprio passato, ma è disgregato nel presente e privo di avvenire. Valorizzare la Nazione non significa per AN negare le specificità interne al suo patrimonio complessivo, che vanno, anzi, rispettate, protette, incentivate, perché ne costruiscono la ricchezza. Non si negano, ma si integrano a vicenda. Anche su tale terreno deve dispiegarsi il principio di sussidiarietà, in base al quale la comunità di ordine superiore interviene soltanto dal momento in cui quella di ordine inferiore è incapace di provvedere da sola. AN individua in un corretto federalismo la traduzione istituzionale della sussidiarietà: la distribuzione delle competenze fra le varie autonomie sociali e territoriali deve avvenire nell'unità di destino che lega le libertà civiche locali al contesto nazionale ed europeo. Parimenti, AN ribadisce che soltanto allo Stato possono spettare la salvaguardia dei diritti, la tutela dell'ordine pubblico, la difesa nazionale, la tutela dell'ambiente, il controllo del sistema creditizio, la finanza pubblica, la gestione collettiva dei servizi.
Inoltre, lo Stato può e deve intervenire in via sussidiaria in quegli ambiti di interesse sociale e generale in quegli ambiti di interesse sociale nei quali l'iniziativa dei singoli risulti manchevole, nonché, temporaneamente, per soddisfare bisogni essenziali, in situazioni di emergenza. Lo Stato è l'entità istituzionale che rappresenta la comunità nazionale nella sua complessità e nella sua proiezione futura, il soggetto politico che ha il diritto e il dovere di impedire che le parti non ledano gli interessi generali.
Uno Stato autorevole non è uno Stato accentratore, né dà vita allo statalismo, vale a dire all'espansione incontrollata dell'intervento statale nell'economia.

"Legalità e ordine pubblico"

L'impegno di AN per la sicurezza non deriva soltanto dalla tradizione della destra volta al rispetto del binomio "legge e ordine".
Deriva anzitutto dal rispetto per i diritti della persone (art. 2 Cost.), la cui condizione di precarietà è accentuata dalla paura quotidiana di fronte all'aggressione criminale.
Il nemico principale della tranquillità sociale è oggi la delinquenza: quella visibile che colpisce per strada o nelle abitazioni, provocando danni spesso irreparabili e incrementando il senso di sfiducia verso gli altri e verso le istituzioni; quella meno visibile, ma più pericolosa, che si muove attraverso le grandi organizzazioni che gestiscono i traffici di droga e armi, e che inquinano l'economia e la finanza con proventi di origine illecita. AN si sente costantemente mobilitata in una grande guerra di liberazione nazionale ed europea dal crimine; al primo posto nella sua attenzione ci sono le vittime dei reati, rispetto alle quali lo Stato è sempre in debito.
Il contrasto nei confronti del crimine non significa abbassamento delle garanzie.
Per AN vi è perfetta coerenza fra certezza della prova e certezza della pena: finchè l'accusato non è condannato definitivamente, ha il diritto a provare la propria innocenza nella pienezza del contraddittorio; quando si forma il giudicato, quest'ultimo va rispettato con serietà e rigore.
Vi è altresì perfetta coerenza fra garanzie ed efficienza: questa, che si traduce nella risposta in tempi accettabili alla domanda di giustizia, dipende dalla volontà di investire adeguatamente in uomini, in mezzi e in energie.

"La Patria europea"

An si sente fortemente impegnata perché l'UE non sia esclusivamente un'architettura d'interessi finanziari o economici, ma realizzi la sua integrazione politica, dando vita a istituzioni nelle quali siano presenti le culture e gli interessi delle nazioni che la compongono. Ritiene che l'Italia e l'Europa debbano svolgere un ruolo propulsivo nelle relazioni internazionali; poiché esistono ancora aree importanti del globo nelle quali si realizza la quotidiana e sistematica violazione delle dignità della persona, ciò non può lasciare indifferenti gli Stati liberi, al punto da far proseguire senza problemi gli scambi commerciali con i paesi totalitari.
Allo stesso modo, l'Italia e l'Europa non possono trascurare quello che accade nei paesi più poveri del pianeta, che risentono negativamente dei condizionamenti della globalizzazione. Puntare allo sviluppo integrale dell'uomo significa porsi in concreto il tema del debito estero accumulato dalle nazioni in via di sviluppo, e sollecitare una moratoria o un condono di tale debito, che impedisca l'ulteriore prostrazione di popolazioni che lottano ogni giorno per la sopravvivenza.
AN, infine, pone all'attenzione della politica, per la parte che le compete, i problemi riferibili alla libertà religiosa e alla difesa dell'identità culturale italiana ed europea, nella prospettiva di tutelare i diritti inviolabili dell'uomo.
In quest'ottica s'inserisce l'impegno plurideccennale in favore dei connazionali che vivono all'estero, fra cui i diritti rientra quello di partecipare liberamente, con l'elettorato attivo e passivo, alla vita politica italiana.